Si riparte!!!!
Furahia Secondary School
Il 2 luglio tre volontari, Gianni, Dante e Daniela, ripartiranno per la Tanzania con l'obiettivo di portare a termine il progetto in corso della scuola secondaria Furahia Secondary School con l'ampliamento dell'hostello costruito nel 2009 e con la costruzione della mensa.
Noi tutti gli auguriamo un buon viaggio per questa nuova avventura e sopratutto buon lavoro.
Foto Staffetthone 2010Un vero successo con la partecipazione di oltre 400 nuotatori all'insegna dello Sport e della Solidarietà. Nella sezione Fotogallery troverete alcune foto relative all' evento. Ricorda che per visionare le foto è necessaria la Registrazione al sito che non comporta alcun vincolo e nessuna azione di spamming ma solo un modo per tenerti informato sugli eventi di solidarietà organizzati dall'associazione. Nascita Sorrisi nel Mondo Il 28 marzo 2001 si avverava il sogno che mi aveva accompagnato tutta la vita. I miei piedi per la prima volta toccavano la terra d’Africa. Mia figlia Mascia, la sua amica Daniela, ed io, dopo aver letto un articolo di Safiria Leccese decidevamo di partire per la Tanzania, per vivere un’esperienza di conoscenza nella missione di Isimani, nella regione di Iringa. Amici e parenti avevano sottolineato la mia incoscienza nel portare con me due giovani ragazze. Dubbi e timori mi avevano accompagnato prima della partenza ma il forte desiderio di conoscere un mondo diverso e lontano ci univa tutte. Ognuna di noi aveva forse una missione personale da portare a termine, trovare le risposte a quelle domande che da sempre accompagnano la nostra vita, conoscere e comprendere noi stessi e il senso della nostra esistenza. Questa avventura alla scoperta del mondo e della vita si è rivelata meravigliosa. Tutte le comodità che avevo in Italia erano troppe di fronte alla povertà di quel popolo, non era giusto! In quei villaggi lontani dalla città le persone e i bambini non avevano scarpe e indossavano vestiti logori e sporchi ma i loro sorrisi riempivano quelle mancanze e i loro occhi, pieni di gioia, mi rendevano felice e mi facevano sentire meno in colpa. Questo viaggio mi aveva cambiato per sempre; dopo un’esperienza di questo tipo non si è più gli stessi, l’Africa mi era entrata dentro. La nostra passione ha coinvolte le persone a noi più vicine e anche mio marito, che inizialmente non aveva accolto con entusiasmo la nostra partenza, nel 2002 decideva di partire per collaborare alla costruzione di un orfanotrofio per i bambini malati di AIDS. In Africa ci siamo resi conto che con pochi sforzi avremmo potuto realizzare strutture indispensabili: scuole, dispensari e pozzi. Il legame indistruttibile con questa terra aveva unito tutta la mia famiglia. Insieme ora, fianco a fianco con le popolazioni dei villaggi scaviamo fondamenta nella speranza di costruire una vita migliore per tutti loro. Tornati in Italia abbiamo coinvolto tutte quelle persone che si erano dimostrate sensibili ai temi della solidarietà e della cooperazione. Così, grazie alla disponibilità di dieci stupende persone nel luglio 2003 nasceva l’associazione “Sorrisi nel mondo” Onlus. Crediamo veramente che sia possibile diffondere una cultura di solidarietà e che si possano creare le condizioni di auto-sviluppo ovunque ce ne sia bisogno. Ogni aiuto è destinato ad arrivare là dove è necessario senza alcuna dispersione di denaro, là dove i bambini, pur nella povertà, sorridono ancora. Patrizia CapulliLettura estiva
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Il 28 marzo 2001 si avverava il sogno che mi aveva accompagnato tutta la vita. I miei piedi per la prima volta toccavano la terra d’Africa. Mia figlia Mascia, la sua amica Daniela, ed io, dopo aver letto un articolo di Safiria Leccese decidevamo di partire per la Tanzania, per vivere un’esperienza di conoscenza nella missione di Isimani, nella regione di Iringa. Amici e parenti avevano sottolineato la mia incoscienza nel portare con me due giovani ragazze. Dubbi e timori mi avevano accompagnato prima della partenza ma il forte desiderio di conoscere un mondo diverso e lontano ci univa tutte. Ognuna di noi aveva forse una missione personale da portare a termine, trovare le risposte a quelle domande che da sempre accompagnano la nostra vita, conoscere e comprendere noi stessi e il senso della nostra esistenza. Questa avventura alla scoperta del mondo e della vita si è rivelata meravigliosa. Tutte le comodità che avevo in Italia erano troppe di fronte alla povertà di quel popolo, non era giusto! In quei villaggi lontani dalla città le persone e i bambini non avevano scarpe e indossavano vestiti logori e sporchi ma i loro sorrisi riempivano quelle mancanze e i loro occhi, pieni di gioia, mi rendevano felice e mi facevano sentire meno in colpa. Questo viaggio mi aveva cambiato per sempre; dopo un’esperienza di questo tipo non si è più gli stessi, l’Africa mi era entrata dentro. La nostra passione ha coinvolte le persone a noi più vicine e anche mio marito, che inizialmente non aveva accolto con entusiasmo la nostra partenza, nel 2002 decideva di partire per collaborare alla costruzione di un orfanotrofio per i bambini malati di AIDS. In Africa ci siamo resi conto che con pochi sforzi avremmo potuto realizzare strutture indispensabili: scuole, dispensari e pozzi. Il legame indistruttibile con questa terra aveva unito tutta la mia famiglia. Insieme ora, fianco a fianco con le popolazioni dei villaggi scaviamo fondamenta nella speranza di costruire una vita migliore per tutti loro. Tornati in Italia abbiamo coinvolto tutte quelle persone che si erano dimostrate sensibili ai temi della solidarietà e della cooperazione. Così, grazie alla disponibilità di dieci stupende persone nel luglio 2003 nasceva l’associazione “Sorrisi nel mondo” Onlus. Crediamo veramente che sia possibile diffondere una cultura di solidarietà e che si possano creare le condizioni di auto-sviluppo ovunque ce ne sia bisogno. Ogni aiuto è destinato ad arrivare là dove è necessario senza alcuna dispersione di denaro, là dove i bambini, pur nella povertà, sorridono ancora. Patrizia Capulli

In una società dove tutti vanno di corsa, si rincorre il tempo lasciando così gli affetti, la famiglia, i sentimenti per ultimi come fossero opzioni, si rischia di perdere sempre più l’essenza del nostro vivere… Al mattino ci si sveglia già di corsa, una doccia veloce, caffè volante e via verso il lavoro…di corsa si percorre il tragitto, magari anche arrabbiati per un sorpasso improvviso, poi su al proprio posto di lavoro…si corre a destra e a sinistra, si discute, forse una rapida telefonata ai propri figli, al marito o moglie che sia, un pranzo veloce e via di nuovo al lavoro… si rincorre a destra e a sinistra sino a quando, ancora con più fretta, si riprende la macchina, tra il traffico e la stanchezza e gli insulti arrivando a casa tutti trafelati... E’ l’ora della cena. Cibi precotti, un giretto veloce al microonde e via si mangia… La Tv accesa, qualche parola sporadica buttata qua e là tanto per dare una parvenza di dialogo e poi ognuno per i fatti propri. Dov’è la famiglia? Dov’è il dialogo? E gli affetti quando si curano, quando e come si coltivano? E’ possibile che non si debba trovare del tempo per ciò che è la base del vivere? Tutto forse viene svolto con la voglia di farlo bene, ,ma poi cosa portiamo a casa? Quando la sera ci sdraiamo a letto e ci troviamo soli con noi stessi siamo veramente soddisfatti di come abbiamo vissuto quel giorno? Ebbene un piccolo segreto c’è…Basterebbe dedicare un piccolo spazio di tutto quel tempo perso a correre a destra e a sinistra a chi ha bisogno di uno sguardo di amicizia, un sorrisi di serenità o una semplice carezza d’affetto. Tutti possiamo dare anche poco, ma per qualcuno può essere molto. Ciò si può fare in famiglia, per la strada o in qualsiasi altro luogo , anche in quelli più frivoli. Alcune persone adottano questo stile di vita e vivono più serene. Provateci, forse funzionerà anche per voi. Imparate ad andare oltre ciò che il vostro sguardo percepisce e al leggere in modo più profondo tutto quello che il vostro cuore vi suggerisce. Associazioni come Sorrisi nel Mondo lo fanno e riescono a donare parte del loro tempo, delle loro forze coinvolgendo anche chi, come me, si trova in una situazione di particolare difficoltà fisica. Elisabetta Palmieri